Acronis Resource Center

Imaging del disco in Windows — Aumento della produttività dell'utente e uso di un maggior numero di dispositivi di backup

1. Introduzione
2. Tecnologia all'avanguardia

Seconda parte: Tecnologia all'avanguardia


Acronis riesce a risolvere il problema della copia dei file di Windows aperti "congelando", a tutti gli effetti, un momento esatto e definito nel tempo. Strati speciali di filtri inseriti tra i driver dei file system e quelli dei volumi consentono al software di creare e di archiviare visualizzazioni coerenti di tutti i file, compresi quelli aperti. Il driver si installa a un livello superiore rispetto al driver del volume, così da poter vedere tutte le richieste di lettura e scrittura che vengono passate a un volume — o a una partizione.

Nel momento in cui il responsabile IT o l'utente avvia la creazione dell'immagine del disco rigido che contiene il volume di sistema, il driver del filtro cancella il file system montato su tale volume; in quel momento tutte le operazioni eseguite sul volume di sistema vengono temporaneamente congelate. Subito dopo, il driver del filtro crea un'istantanea del sistema in un punto esatto nel tempo, e una mappa di bit che descrive i settori utilizzati su tale volume. Dopo aver creato la mappa, il driver del filtro sblocca le operazioni I/O sul volume di sistema. In genere, basta appena qualche secondo per creare l'istantanea del volume. Dopo di ciò, il sistema operativo continua a funzionare come al solito, e il software può avviare l'imaging del volume di sistema.

Acronis True Image legge i settori sul volume in base alla mappa di bit creata. Una volta letto un settore, il bit appropriato viene ripristinato nella mappa di bit. In genere, basta appena qualche secondo per creare l'istantanea del volume. Ogni qualvolta il driver del filtro rileva un'operazione di scrittura diretta al volume di sistema, controlla se del settore è già stato eseguito il backup; in caso negativo, il driver del filtro legge la copia dei settori che verranno sovrascritti sul buffer speciale creato dal software, e solo a questo punto consente la sovrascrittura dei settori. Acronis True Image esegue il backup dei settori utilizzando il buffer speciale, in modo che tutti i settori dell'istantanea presa nel determinato momento di tempo vengano inclusi intatti nel backup. Nel frattempo, il sistema operativo continua a funzionare come al solito, e l'utente non noterà variazioni di funzionalità.

Poiché Windows XP supporta il file system UDF, Acronis True Image può sfruttare tale file system e creare le immagini mediante UDF. Una volta montato il file system in modalità lettura/scrittura, il software lo rileva e scrive l'immagine in un file creato in tale file system. Se nel sistema operativo non è disponibile l'UDF, il software di backup masterizza l'immagine direttamente su CD. Tutte le più diffuse applicazioni di imaging hanno almeno un supporto per la scrittura su CD —, sebbene le applicazioni basate su DOS potrebbero non supportare i più recenti dispositivi CD-RW. Da tenere presente, tuttavia, che solo i programmi in grado di richiamare i driver Windows possono scrivere su unità DVD.

Per ripristinare un'immagine, tutti i prodotti devono poter riavviare il sistema di cui si è creata l'immagine. Molti dei prodotti più diffusi eseguono il riavvio da DOS. Acronis True Image, invece, esegue il riavvio in una versione personalizzata di Linux e presenta all'utente un'interfaccia simile a quella di Windows. Avviandosi in Linux, il software è in grado di supportare anche i più recenti dispositivi di archiviazione, come i CD-RW e i DVD scrivibili. È chiaro che non avrebbe senso salvare l'immagine su DVD se poi il software non consentisse il ripristino da questo supporto.

Per dare un'idea della differenza di capacità tra tecnologia CD e DVD, i CD-R più diffusi hanno oggi una capienza pari a 700 MB. Un supporto DVD-18 (double-sided/double-layered) supporta 16 GB, ovvero circa 23 volte la capacità dei più diffusi CD. C'è una differenza estremamente significativa quando si tratta di dover creare l'immagine di un disco di grandi dimensioni e non si desidera avere più dischi per ogni volume.

Il compito della più avanzata tecnologia per l'imaging non è tanto nella creazione della partizione, quanto nel modo in cui crea l'immagine del disco. Come già detto, le soluzioni di Acronis realizzano l'immagine della mappa di bit del disco in Windows e quindi controllano le successive operazioni di scrittura. Mano a mano che i file vengono scritti o aggiornati, vengono create nuove immagini delle porzioni del disco, in modo da avere sempre una versione completa e aggiornata dell'immagine completa. I prodotti che impongono all'utente il riavvio in DOS non sono in grado di creare immagini dei file aperti, in particolare dei file della partizione di sistema. Tenere presente infatti che se un computer è in funzione, vi sono file di sistema aperti anche se tutte le applicazioni sono chiuse. Non poter eseguire l'immagine di tali file significa che il prodotto non può operare in ambiente Windows. Di conseguenza, l'utente deve utilizzare il più lento e complicato approccio DOS.

I prodotti di questa categoria si differenziano inoltre per il file system che supportano. Tutti i prodotti di imaging del disco supportano la tabella di allocazione dei file Windows FAT 16, FAT 32 e NT File System (NTFS) — e alcuni offrono un supporto limitato per i file system Linux Ext2, Ext3 e Linux Swap, ma ad oggi soltanto Acronis supporta ReiserFS, il file system predefinito usato da SuSE Linux.

Per riepilogare: la creazione di un'immagine del disco completa è il modo migliore per ottenere il backup di un disco di sistema, sia esso in un server Windows 2000 o in un desktop con Windows 95/95/XP/2000. Dal punto di vista delle prestazioni, operare in Windows non solo è il modo più rapido, ma consente anche agli utenti di rimanere produttivi mentre viene creata l'immagine del disco. Una strategia di backup e ripristino basata su Windows/Linux è più veloce del semplice riavvio da DOS per l'esecuzione delle operazioni di backup e ripristino.

Era già difficile gestire la situazione quando i responsabili IT dovevano preoccuparsi dei virus pericolosi che avrebbero potuto colpire i loro sistemi, come ad esempio Nimda; oggi si sa che ben altri eventi catastrofici possono provocare arresti anomali del sistema. Anche gli utenti comuni sanno che i propri sistemi non sono immuni da possibili danni, anche se non sono connessi a Internet. Il backup veniva considerato come una sorta di polizza assicurativa. Oggi è anche parte integrante dei piani di sicurezza e produttività delle aziende.

Max Lyadvinsky è responsabile del reparto engineering presso  Acronis (San Francisco)

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