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Piani di lavoro, lavoro sui piani

Riflessioni su come costruire un piano per il ripristino in situazioni d'emergenza.

  • Non tutte le emergenze prevedono la totale distruzione dei centri dati principali. Quando si prepara un piano per il ripristino d'emergenza, occorre considerare anche situazioni nelle quali è possibile solo una perdita parziale dei dati. Esiste, ad esempio, un piano da attuare se la connessione Internet si arresta per un breve periodo ma tutti gli altri servizi sono funzionanti?
  • Individuare e distribuire su una mappa gli attuali dispositivi di rete. Qual è la criticità di ognuno di questi dispositivi? In che modo i loro tempi di inattività possono avere impatto sull'attività aziendale?
  • È disponibile un'adeguata documentazione per la rete di ripristino? In caso di emergenza, tutti entrano nel panico. Disporre della documentazione idonea può far la differenza tra il successo e il fallimento di un ripristino.
  • Con quale frequenza il piano di ripristino viene sottoposto a test? Quasi sicuramente non abbastanza spesso.
  • È stata presa in considerazione un'adeguata resilienza di rete rispetto alla rete di produzione? Si pensi a doppi alimentatori, percorsi di rete e circuiti ridondanti. Sono proprio questi dispositivi che a volte possono evitare di dover annunciare un'emergenza.
  • Occorre poi mettere in atto criteri che prevedano l'aggiornamento del piano di ripristino quando si installa un nuovo dispositivo di rete o si apporta una modifica al software che la gestisce. Solo in questo modo è possibile garantire che il piano sia sempre attuale. La gestione delle modifiche ha un impatto prominente sul piano di ripristino.
  • Verificare di applicare tutte le patch e gli aggiornamenti alle attrezzature necessarie per il ripristino, proprio come si fa con gli altri sistemi o sottosistemi di rete.
  • In caso di emergenza, non dimenticare le problematiche legate alla sicurezza della rete. Nessun utente finale annoterebbe un "software antivirus" come requisito critico. Ma non si può pensare di rimettere in piedi una rete dopo un ripristino durato 24 ore solo per vederla poi distrutta da un virus. Pertanto, è fondamentale pensare alla sicurezza, perché gli utenti non lo faranno.

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